• Light Vessels – Antologica di Emanuele Sferruzza Moszkowicz


    Prorogata fino al 20 Aprile 2014, grazie al successo ottenuto nel mese di Marzo, la mostra antologica di Emanuele Sferruzza Moszkowicz, presso la Galleria d’arte Mirabilia in Via Plauto 1/A a Reggio Emilia.

    La mostra, che rimarrà aperta fino al 20 Aprile 2014, presenta le opere di Moszkowicz, esposte alla ’54 Biennale di Venezia, al Wereld Museum di Rotterdam, al Fine Arts Museum di Taichung a Taiwan e in molte altre città tra cui Parigi, Las Vegas, Vienna e New York, e segue un criterio evolutivo-cronologico toccando tre diverse fasi della ricerca personale dell’artista.

    La serie Wonder Lines, disegni a linea su carta sviluppati durante il periodo di ricerca presso una casa di moda giapponese,  che lo hanno reso un famoso illustratore e sono state pubblicate su riviste internazionali.

    La serie Hacking Biometrics, rotazioni realizzate in gesso e tempera, in cui Moszkowicz intraprende un dialogo con la storia dell’arte dimostrando come i capolavori del passato riescano ancora a “parlarci”.

    Infine l’ attuale ricerca sulla serie degli Angeli, Venti di Luce, che secondo la tradizione ebraica attraversavano la persona il giorno della sua nascita determinandone la personalità. Le rappresentazioni degli Angeli, un progetto limitato alla realizzazione di sole 72 tavole su legno africano, con tempera, acquerelli liquidi e inchiostro sumi diluito in acqua, che offrono la possibilità, al collezionista, di avere un proprio angelo realizzato appositamente dall’artista, un percorso seriale e personale insieme, un’occasione più unica che rara.


    Hacking Biometrics

    Non pensiamo più il virtuale. È il virtuale che pensa noi. Questa trasparente inaccessibilità che ci separa definitivamente dal reale ci è così inintelligibile quanto lo è il vetro di una finestra chiusa per una mosca che desidera oltrepassarlo per raggiungere il mondo esteriore. La mosca, come descrive Baudrillard, non puo’ nemmeno immaginare cosa mette fine al suo spazio. Nello stesso modo non possiamo immaginare quanto il virtuale trasforma in continue anticipazioni tutte le rappresentazioni che noi abbiamo del mondo circostante e della percezione di noi stessi.

    Considerando le opere consegnate alla storia dall’uomo come immagini dotate di un codice ancora vivo, come un hacker che entra all’interno di un sistema dimostrandone la possibilità di accesso, Emanuele esegue degli studi sull’opera di partenza dimostrando l’attualità del suo codice sorgente eseguendone una rotazione. L’ottenimento di questa rotazione e di una immagine diversa dal codice di partenza utilizzato è la prima fase della sua ricerca: la formazione di un nuovo composto attraverso un composto ritenuto di natura finita e la dimostrazione del potenziale infinito del codice sorgente di un’opera. Per questo la partenza è una superficie nera su cui costruire gli elementi in studio.


    Angeli

    Nella tradizione egizia pre-cristiana gli Angeli erano considerati dei “venti” che attraversavano la persona il giorno della sua nascita determinandone non tanto la sua natura biologica quanto il carattere ed un personale nodo, un imprint molto più profondo di quello genetico, da sciogliere durante la propria vita. Quello che viene chiamato in occidente destino e in oriente karma. Un destino a cui abbiamo il potere di resistere e vagare opponendoci al nostro scopo o seguire con prontezza l’intuizione in un profondo stato di fede accogliendo le prove che sono state preparate nel nostro cammino di evoluzione.

    La conoscenza dei venti fu poi adattata dalla tradizione ebraica successivamente, semplificandola, in settantadue manifestazioni che coprono ognuna cinque giorni dell’anno. Gli Angeli che conosciamo noi sono figure con ali di cigno e capelli d’oro, figure umanizzate e iconiche, ma nella loro concezione avevano aspetti tutt’altro che umani. Erano dei codici di accesso al Sé molto più simili ad una metafisica dello spirito più che la necessità di una trasposizione immaginifica di un uomo celestiale, divinizzato, lontano dalla quotidianità.

    Viene raccontato nella Bibbia che quando gli ebrei scappano dal Faraone, l’Angelo che li guida si pone tra loro e i soldati diventando per i primi la luce che li guida e per gli altri il buio che è impossibile da attraversare. Trovare il proprio Angelo, avere l’intuizione quindi o l’ispirazione che ci guida da dentro e che protegge il nostro cammino e la nostra dimora, può esserci completamente invisibile per tutta la vita o manifestarsi, aiutandoci a trascendere le limitazioni illusorie e ispirandoci facendoci trovare forza, capacità e talenti latenti fino a quel punto sconosciuti.

    Le rappresentazioni degli Angeli, concepiti come dei Mandala contemporanei, sono realizzate sul materiale vivo del legno africano, con tempera, acquerelli liquidi e inchiostro sumi diluiti in acqua che rappresentano a loro volta distintamente la possibili. La difficoltà tecnica è un battesimo di fuoco per ogni immagine: il liquido per sua natura corre nelle venature del legno e deve essere immediatamente asciugato con una forte fonte di calore per ottenere le nette forme geometriche che sono visibili, risultato di diverse centinaia di stratificazioni di colore durante le sette giornate di lavorazione.