• Dante - La Divina Commedia

    FIOR DI VIRTU'

    Codice Miniato

    In un prezioso codice si nasconde un indizio fondamentale sulla cultura dell’uomo che dette il nome al mondo nuovo e si comprende perché lui, colto mercante, e non altri, per quanto grandi navigatori, ebbe coscienza della più grande scoperta dell’età moderna.

    Capolavoro della miniatura fiorentina del Quattrocento, prezioso codice scritto di pugno dal celebre Amerigo Vespucci, colui che diede il nome al Mondo Nuovo.
    È uno dei testi più illustrati, soprattutto nel XV secolo: una raccolta di storie dal significato moraleggiante che ha come protagonisti gli animali, a cui, in relazione alle loro caratteristiche comportamentali, si correlano insegnamenti di vita. Questo sistema, codificato dalla cultura classica, di contrapporre vizi e virtù e, attraverso l'artificio letterario dell'apologo, di divulgarlo anche agli strati sociali meno colti regge fino al mondo fantastico di Walt Disney e oltre.
    L’apparato illustrativo del manoscritto Riccardiano 1774 conservato nella Biblioteca Riccardiana di Firenze, si deve alla mano di Mariano del Buono, un grande miniatore attivo a Firenze nella seconda metà del ‘400, che realizza splendide immagini pur nelle ridotte dimensioni, in un formato imposto dalla struttura della pagina e abbastanza tipico per questa tipologia di testi.
    Il codice è suddiviso in due parti: la prima è dedicata al

    Fior di Virtù, mentre la seconda alla Sfera, un poemetto di argomento mitologico e geografico, reso importante anche per la presenza di preziose carte attribuito a Goro Dati, politico e mercante di seta, che ebbe all’epoca vasta notorietà e diffusione. È davvero suggestivo immaginare che Amerigo poco più che adolescente abbia copiato questo testo, quasi un presagio per il suo futuro di mercante navigatore, colto e astuto