• Dante - La Divina Commedia

    Divina commedia di Alfonso d'Aragona

    Codice Miniato


    Questo eccezionale manoscritto della Divina Commedia, riccamente decorato con oltre cento splendide miniature e con iniziali istoriate poste in apertura di ogni cantica, fu scritto e miniato inToscana intorno alla metà del XV secolo per conto di un illustre committente, il Re di Napoli Alfonso d’Aragona, detto il Magnanimo. Il manoscritto è particolarmente prezioso perché è tra i pochi a illustrare in modo esauriente tutte e tre le cantiche del poema dantesco.


    Due grandi miniatori Il sontuoso corredo di miniature della Divina Commedia è opera di due diversi artisti, entrambi senesi: Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta, autore di tutti i capilettera e delle scene dell’Inferno e del Purgatorio, miniate tra il 1442 e il 1450; e Giovanni di Paolo, che nella decorazione del Paradiso traduce in atmosfere fiabesche e irreali la sua trasognata e assorta dimensione spirituale.

    Atmosfere contrastanti

     Nelle 115 scene miniate, collocate al piede della pagina, si percepisce chiaramente la diversa ispirazione dei due artisti: alla vena più corrusca e drammatica del Vecchietta si contrappone infatti il nitore azzurrino dei cieli di Giovanni di Paolo, la struggente bellezza dei suoi paesaggi, ispirati alla campagna toscana, e la presenza unificante, nella maggior parte delle miniature, delle figure appaiate di Dante e Beatrice. 

    Oro sfolgorante

    Alla straordinaria suggestione delle miniature, si aggiunge la ricchezza degli elementi in oro che decorano finemente la cornice di tutte le scene, e in particolare quelle del Paradiso, conferendo una particolare luminosità alle scene descritte. Inoltre l’elegante calligrafia del testo, scritto su una colonna e impreziosito dai capilettera, è perfettamente leggibile: peculiarità questa che permette di unire all’incanto delle illustrazioni il piacere della lettura in versi.